“Lampemusa”, Finalmente l’antibiennale! | Museo Archeologico | Lampedusa

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Un tuffo nella cultura mediterranea dell’ Emergenza.                
Un tuffo nell’Emergenza della cultura mediterranea.

Il progetto LAMPEMUSA nasce rievocando il titolo di un Cd composto da Giacomo Sferlazzo. La mostra, ideata e curata dal critico Gaia Serena Simionati, è un ponte tra 20 artisti di paesi in Emergenza.
Traendo spunto da questo titolo e rafforzandolo, si intende far conoscere la bellezza dell’isola di Lampedusa, ultimo posto dell’Europa, primo avamposto dell’Africa; per antonomasia una terra di scambio, ponte culturale e lembo di ristoro nel Mediterraneo.
Martoriata dai giornali, con notizie nefaste e dissacranti, spesso ingigantite, l’isola ha bisogno di rivitalizzare l’energia costruttiva e creativa di cui è ricca. Così come Claudio Baglioni ha dato supporto e vitalità con il festival Oscià invitando musicisti e ospiti noti, allo stesso modo con una mostra internazionale di 20 artisti che includono 12 paesi come: l’Austria, l’Azerbajan, la Bulgaria, la Georgia, l’Iran, l’Iraq, l’Inghilterra, il Kosovo, la Macedonia, la Palestina, la Svizzera oltre che l’Italia, s’intende far valere la forza di un’Isola Musa, per ispirare nel loro soggiorno grandi opere, impregnandole anche della bellezza creativa della natura.

In un dialogo poi con gli artisti completi e trasversali dell’isola come il già citato musicista, cantautore, poeta, scultore Giacomo Sferlazzo o, i fotografi Riccardo Scibetta e Waltertito Mirisola, assieme a Marianna Maggiore e Salvatore Billeci si vuole contribuire a promuovere ed ergere a emblema anche all’estero tali talenti nati da una terra, ricca di generosità, accoglienza e creatività.

La mostra andrà poi a Palermo e a New York, città per antonomasia di scambio, che hanno fatto dell’accettazione la loro forza. Nell’ottica di convogliare un pubblico internazionale a scoprire le bellezze culturali e naturali sia di Lampedusa che della Sicilia, mete nei secoli di uno scambio culturale continuo, fatto di diverse civiltà sedimentate quali quelle di fenici, arabi, greci, normanni, che hanno contribuito a costruirne la ricchezza, allo stesso modo la cultura odierna dell’Accoglienza e Scambio, seppur difficilmente percepibile, può portare ad un arricchimento futuro.

La mostra si tiene nel Museo Archeologico di piazza Castello, riaperto per l’occasione dopo 10 anni (dalle ore 21:30 alle 00:30) e in più sedi, con performances e installazioni anche a livello ambientale che coinvolgeranno pescatori, abitanti del luogo e giovani. L’intento è quello di valorizzare un territorio di per sé molto bello, fonte di creatività e ispirazione per tutti, nell’ottica poi di trasferire all’estero la fama dell’isola e convogliare un turismo ancora distante e ignaro delle potenzialità, anche culturali, dell’incantevole luogo.

Alle ore 22:00 di ogni domenica la scenografa Marianna Maggiore con il video maker Salvatore Billeci, entrambi Lampedusani, presenteranno in piazza Castello una performance dal titolo: Ti Becco Con la Cultura. Tre giovani donne, indossando delle maschere di uccelli esotici e colorati, con un becco lunghissimo toccheranno i passanti inconsapevoli, convogliandoli verso il Museo.

Infine il 07 Settembre alle ore 23 si svolgerà in piazza Castello e agli sbarchi degli immigrati, un intervento di poesia visiva curato da Gaia Serena Simionati, dal titolo TESTIMONIANZE. Il maestro Marco Nereo Rotelli, ha coinvolto 3 poeti dell’area mediterranea tra cui il celeberrimo scrittore marocchino TAhAR BEN JELLoUN, il tunisino Tahar Bekri e la francese Muriel Augry-Merlino che hanno concepito e donato appositamente per Lampedusa dei loro versi. Questi collocati su dei manifesti e tradotti in 3 lingue: arabo, francese e italiano, contribuiranno ad una performance di affissione poetica, in un gesto curativo e sciamanico, di buon auspicio per l’Isola.
Il 27 settembre alle 24:00 ci sarà poi una seconda apertura del Museo con letture di artisti e testi mediorientali.


Si ringrazia in modo particolare il Sindaco di Lampedusa Dino de Rubeis, Mimmo Mancuso e tutti gli abitanti dell’isola per la loro Accoglienza e Generosità.

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