58. Venice Biennale_Arshile Gorky Cà Pesaro

Pin It

10 Maggio 2019

Oltrepassando The Limit, il quadro della fine. C'è un Limit a tutto.

"Quando siamo in sintonia con il nostro tempo facciamo le cose con maggior facilità"

A
mmaliato dall'arte di Pompei, da Paolo Uccello e Tintoretto con cui condivise la stessa velocità e foga nel dipingere, arrogatosi come maestri e antenati Picasso, Cezanne e Rimbaud, amico di Matta e De Kooning, Gorky fu figura carismatica della New York downtown negli anni '30.

Proveniente da un paese senza nome, quasi inesistente, nell'anatolia ottomana, in soli 4 decenni produsse 2000 opere, fu accolto male dalla critica, ma gli altri artisti, i colleghi, i collezionisti lo osanarrono ancor prima che diventasse famoso e riconosciuto, poichè visse solo di e per l'arte.
Al di fuori del percorso Biennale, ma con estremo interesse e perfettamente calzante nel tema, -tempi interessanti-  anche per ridare sostanza a passaggi di artisti che brancolano nel vuoto cosmico, siamo tornati al pieno, esplorando la mostra di Cà Pesaro su un artista, armeno, amico dei grandi, che grande non fu. O almeno non si senti tale, fino a che, tolsosi la vita a causa delle innumerevoli sofferenze, lo divenne per forza di cose.
Abbandonato dal padre e dal fratello, orfano molto presto di madre, spostatosi in America, gli si incediò lo studio, perse 18 opere in un incidente aereo, ebbe problemi economici, un tumore in metastasti al retto e la moglie che gli morì giovanissima. A soli 44 anni decise così di suicidarsi, non prima però di aver posto un chiaro sigillo a questa esistenza con The limit: un quadro del 1947 che parla di confini. Anche e soprattutto del dolore.
Una breve e difficile vita, la sua, solo 44 anni e soprattutto artistica, fatta di costanti miti e riferimenti. Da quelli della Parigi di fin de siecle: Mirò, Picasso, Cezanne, per venire poi toccato anche da Dalì e il surrealismo.  La critica però vide troppe similitudini con i maestri europei che, come fantasmi, lo perseguitavano nei suoi lavori e, forse, da cui non riuscì mai veramente a staccarsi del tutto. Autodidatta e stakanovista, convinto assertore della sua visione, non si lasciò scoraggiare da commenti e critiche, soprattutto nelle prime mostre messe assieme con fatica e dedizione totale, fino ad arrivare poi a un successo che solo postumo lo rese noto a musei, istituzioni e collezionisti. 


....to be continued






GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook