76 VENEZIA_Mio fratello rincorre i dinosauri di Stefano Cipani

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02 Settembre 2019

"Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere".
                                                                                                                     Pablo Picasso

Il film, MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI è un commovente racconto di una diversità, che da difetto collettivo diviene pregio di un singolo, valorizzando la sensibilità, la bontà, l'empatia che un bambino down può avere rispetto agli altri. Senza ambizioni estreme, è un film ricco d'amore, intelligenza, mai troppo poca per aiutare a diffondere consapevolezza, combattere gli hater e la disattenzione verso dolore, diversità e malattia.

«C'est dans l'ombre que les coeurs causent,
et l'on voit beaucoup mieux les yeux
quand on voit un peu moins les choses.[1]»
P. Géraldy, Abat-jour

Giò è un bambino speciale. Appena nato gli viene diagnosticata la sindome di down e con essa la lista delle percentuali di problematiche che essa comporta: ritardo mentale 80 per cento, sordità 80 per cento, disfunzioni alla tiroide 40 per cento, malfunzionamenti del cuore 50 per cento, etc etc.
I genitori Gassman e Isabella Ragonese, rimangono impietriti di fronte alla notizia, ma decidono di non intaccare la felicità della nascita del loro quarto figlio, e veicolano agli altri tre bambini che Giò è speciale. In un intento riuscito di mantenere la famiglia unita, nonostante le problematiche, il racconto coglie lo spunto per affrontare un tema spesso scomodo, o di poco interesse. In realtà tutti i grandi artisti per primi,  si sono spesso sentiti e sono stati in molti modi diversi.
Anche Giò lo è a suo modo, quando, crescendo inzia a suonare e a pubblicare originali video su u tube che raccolgono migliaia di followers, anche per la sua capacità di essere se stesso e libero fino in fondo.
Questo dovrebbe se non altro far riflettere su come attraverso il cinema, si possa contribuire ad alimentare creatività, unita a sentimenti di identità, empatia, affetto o rispetto anche per chi non è esattamente uguale a noi, ma forse è di gran lunga migliore.
Perchè di sicuro come sostenevano Theodor Adorno e Paul Géraldy: "L’amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile" e  "Bisogna somigliarsi un po’ per comprendersi, ma bisogna essere un po’ differenti per amarsi".

È nell'ombra che i cuori parlano / e si vedono molto meglio gli occhi / quando si vedono un po' meno le cose.



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