76 VENEZIA_Martin Eden di Pietro Marcello Trattato di fragilità

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02 Settembre 2019

La vanagloria del narcisismo combattuta da letteratura e poesia
Un tuxido di attore: Luca Marinelli

"Chi costruisce prigioni si esprime sempre meno bene di chi costruisce la libertà"

Martin Eden è un poetico racconto, al di là di letteratura e poesia, il film trasmette una fortissima empatia al fruitore perchè insegna ai giovani d’oggi a non vivere di solo narcisismo, playstation, social media e grande fratello, ma anche a tornare a esplorare la profondità della creatività con le sue difficoltà intrinseche, che aiutano a diventare persone migliori.
Invita a tornare allo studio e alla passione profonda della ricerca e della dedizione. Invita a riscoprire passioni: siano esse letterarie, politiche o sociali.
Fragili. Siamo tutti fragili. Lo è anche quel capolavoro di personaggio creato da Jack London con un sicuro piglio autobiografico, dal nome paradisiaco che corrisponde a Martin Eden. E lo diventa subito, da giovane, soprattutto quando si rende conto di non essere una persona che sa.
Fragile lo é la sua ragazza, quando si innamora di un uomo che non soddisfa la sua famiglia o, il suo stato sociale ed economico, per poi pentirsene.
Fragili sono tutti i lavoratori che, nel sindacato non riescono ad opporsi a padroni sfruttatori e alla potenza del liberismo secondo le dottrine di Herbert.
Puro, innocente, poetico Martin Eden è come "il cucciolo di aquila che punta al nido di civette" in un meraviglioso corpo di Luca Marinelli da totale Coppa Volpi ex aequo con Phoenix Marinelli, che ha fatto un enorme lavoro su di sè, imparando l'accento napoletano, entrando nel ruolo come si entra in un tuxido tagliato su misura per te dal più bravo sarto di Londra, merita di sicuro un riconoscimento. Se non altro per quei suoi occhi grandi, quello sguardo chiaroveggente e intelligente che riempe lo schermo e l'anima di chi guarda.
"Provate a separare l’amore- dice i
l sazio che parla al digiuno" .. ogni frase, citazione ti allarga il cuore e la mente, ed è cosi che la letteratura, il cinema, l'arte dovrebbero essere; un triangolo di sentimento, quello che Napoli ha e che offre continuamente producendo opere maestose, sofisticate, naturali e divine, come ha dimostrato di saper fare ottimamente Pietro Marcello, il deus ex machna di questa meraviglioso film.

Grazie.


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