72 LOCARNO _ 3 2 1 via _Cronofobia

Pin It

08 Agosto 2019

Come to Locarno. DO THE RIGHT THING !!! Parola di Spike Lee.

Come diceva Spike Lee nel 1989 con il suo film, ora in pre-apertura
a Locarno, si da il via alla 72esima edizione del festival svizzero. Nonostante sia quasi ottuagenario, il più amato festival ticinese si mantiene in forma con il suo mega schermo, la piazza con 8.000 presenze, la libertà di programmazione, sorprese e camei, autori internazionali e giovani cineasti, con una nuova direttrice donna: Lili Hinstin e molti incontri, a tu per tu con star del calibro di Ilary Swank.

Tra le varie sezioni, oltre quella di Piazza Grande, che ha inaugurato ieri sera con MAGARI, il film di Ginevra Elkann con Scarmarcio e Rohrwacher,  vedrà il 12 agosto Quentin Tarantino con Once upon a time...in Hollywood  e molti titoli interessanti nel concorso internazionale. Abilissima anche scelta della retrospettiva quest'anno focalizzata su artisti e capolavori afroamericani, aprendo come si diceva con Spike Lee e il suo DO THE RIGHT THING del 1989.

Spulciando tra le varie sezioni, quelle secondarie, last but not least, come una delle più interessanti, è Panorama Suisse, intelligente zona franca indipendente, che presenta film di area svizzera spesso in co-produzione.


Not much chance, completely cut loose from purpose,
He was a young man riding a bus through North Carolina on the way to somewhere.
And it began to snow.
And the bus stopped at a little cafe in the hills and the passengers entered.
And he sat at the counter with the others, and he ordered, the food arrived.
And the meal was particularly good, and the coffee.
The waitress was unlike the women he had known.
She was unaffected, and there was a natural humor which came from her.
And the fry cook said crazy things and the dishwasher in back laughed a good clean pleasant laugh.
And the young man watched the snow through the window.
And he wanted to stay in that cafe forever.
The curious feeling swam through him that everything was beautiful there and it would always stay beautiful there...
                                                                              Nirvana Charles Bukowsky
 

Carismatico fra questi è il film Cronofobia. La Cronofobia è un tipo specifico di disturbo emotivo in cui l'elemento temuto è il passare del tempo. Le persone con questo problema hanno una paura irrazionale, eccessiva e incontrollabile nel tempo. Esso costituisce un vero e proprio disturbo, dal momento che la paura fobica che le persone provano, provoca loro elevate risposte d'ansia.
S
trepitosa e potente opera prima di Francesco Rizzi, che ha scelto come protagonista un ottimo attore italiano: Vinicio Marchioni, già visto ne Il Contagio. Qui Marchioni,  che da solo regge tutto il film, per la serietà, per le mega - suite degli alberghi in cui viene collocato e che controlla, per l'eleganza e freddezza che raccoglie nel suo personaggio, e per il mistero che lo avvolge, ricorda quel capolavoro di Sorrentino girato in Svizzera, meglio noto come Le conseguenze dell'amore e quel suo indimenticabile pinnato personaggio della finanza, Titta di Girolamo, magistralmente interpretato da Servillo.

Micheal Suter è un uomo silenzioso, sempre in movimento, scisso, inseguito dal senso di colpa. Ama ascoltare audio romanzi narrati, come Mr Shin e il mistero del drago azzurro di Joe Blake. O poesie come Nirvana in The last night of the earth poems di Charles Bukowsky.

Forse per sfuggire alla sua vita e ai suoi errori, cavalca le storie di altri. Entriamo molto piano nella vita di questo carismatico uomo e, come togliendo il velo di Maya scopriamo spessori diversi, cose nuove, colpe errori, paure. Insomma una intera vita.  Suter gira in un furgone bianco, mangiando solo un composto di semi e arachidi in vetro.
"Hai delle orecchie interessanti" - gli dice la protagonista femminile, assai credibile ed enigmatica, perfetta anche lei (Sabine Timoteo) nel suo doppio ruolo di sedotta e seduttrice.

Ottime la musica e la fotografia. In particolare la potente immagine di apertura del film in un piscina ripresa dal basso attraverso un vetro che raccorda con quella finale; un salto nel vuoto. Come l’esistenza del protagonista, ma forse di ciascuno di noi.



GET SOCIAL
  • Facebook
  • Facebook
  • Facebook