Baciami James di Robert Farquhar

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14 Dicembre 2018

Anatomy of a wasted Kiss. Anatomia di un bacio sprecato. Regia di Guglielmo Guidi C’è sempre qualcosa di comico nella conoscenza e nell’esplorazione di un’anima che ci interessa: piccoli imbarazzi, senso di disagio, insicurezze fisiche, passato, abitudini, remore.

A partire da piccole dinamiche, si esplora la fragilità di una risposta, l’inanità di un sentimento, la prepotenza della velleità sessuale, con un testo attuale: Baciami James, (Kissing Sid James) sorprendentemente drammatico, a tratti spontaneamente ironico e comico, supportato da bravura e intelligenza di Franco Castellano (Eddie) al netto della bellezza e professionalità di Nathaly Caldonazzo (Crystal).

Giovane drammaturgo Irlandese, già noto per Dust to Dust, Robert Farquhar narra qui, in una commedia volutamente drammatica, la banalità della routine amorosa e quotidiana, in cui una coppia agli esordi, ancora non del tutto formata o che tenta una coesione senza esito positivo, non riesce a trovare un ponte comunicativo e tantomeno sessuale.

Potremmo dire che Farquhar fa parte di quell’ondata giovane di drammaturghi che hanno spostato la riflessione dei famosi Kitchen-Sink Drama degli anni ’60, in cui John Osborne e Harold Pinter facevano discutere i loro personaggi nei tinelli inglesi su problematiche urgenti di tipo politico e sociale, in camere da letto non solo irlandesi, contribuendo a venir ridefiniti Bedroom-Sink Drama.

Si perché oggi sempre più la problematica di contatto e conoscenza di un partner, a causa dell’imperante alterazione erotica via video, internet e social o grazie a bambole gonfiabili a pagamento e alla realtà virtuale di un compagno in etere cosmico e fittizio che non chiede inviti a cena e regali, tagliando su costi e tempo, diviene attualissima e consente di scavallare il problema dell’insicurezza iniziale e conseguenti paure.

“Il dentifricio nella stessa tazza, si può?” - chiede Eddie per la prima volta in una squallida camera d’albergo con l’elegante Crystal per passare un weekend piovoso e sessuale, maldestro e logorroico, lontano dalle aspettative di entrambi.

Caduta delle illusioni e della magia dell’incontro, oltre all’imbarazzo del blind date, i due protagonisti si presentano, per motivi diversi, entrambi soli e bisognosi, illustrando uno spaccato di uomini fragili e tendenzialmente romantici e donne più decise, consapevoli, ma anche così dirette tanto da inibire.

“Togliti la giacca, sentiamo un po’ di musica” “Hai il preservativo?” propone la sfrontata e insolente Crystal “No, non volevo risultare non romantico” - borbotta Eddy. “Ordino lo champagne. Vuoi rosso o bianco? Domanda Eddy, un po’ nerd e di sicuro non navigato Playboy.

Lui agitato, con grosse difficoltà sessuali che lo portano a recitare i nomi di giocatori di calcio prima di avere un orgasmo, illustra il malsano rapporto tra uomo e donna, causa dell’incomunicabilità ormai imperante tra esseri umani, spesso di sesso opposto.

Bevendo champagne avanzato, annusando i profumi dell’eros nei vestiti rimasti, l’unico che pare godere qui con la sua entrata simpatica, la camminata sognante e la distanza senza troppa emotività, sembra il giovane cameriere (Stefano Carlos Mollella).

Insomma Baciami James è tutto ciò che fa dello spettacolo teatrale un'entità isolabile dal punto di vista antropologico, sociologico e artistico, cioè opera d’arte e comprensione dell’uomo e delle sua dinamiche; perché no anche sessuali.

Quando funzionano!!!

 


 



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