Lo shock poetico del surrealismo. Dalí, Magritte, Man Ray.

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30 Marzo 2023


MUDEC, MILANO. UNA MOSTRA RACCONTA IL VIAGGIO DEL SURREALISMO. 
OPERE DEL MUSEO BOIJMANS VAN BEUNINGEN DI ROTTERDAM DIALOGANO CON LA COLLEZIONE PERMANENTE.

 



Curata da Els Hoek, con la consulenza scientifica di Alessandro Nigro, la mostra Dalí, Magritte, Man Ray e gli altri del surrealismo esonda con i capolavori del museo Boijmans Van Beuningen, in dialogo con alcune opere della Collezione Permanente del Mudec dal 22 marzo.


LA MOSTRA SUI SURREALISTI 

Era il primo dicembre 1924. A Parigi, il poeta André Breton pubblicava la sua raccolta di prose“Poisson Soluble”, la cui introduzione sarebbe diventata il Primo Manifesto del Surrealismo.

Inaugurando ufficialmente la più onirica tra le avanguardie del XX secolo, i surrealisti cercarono di esplorare la realtà oltre i limiti imposti dalla ragione, espandendola oltre i suoi confini fisici per attingere a una dimensione più piena dell’esistenza: la “surrealtà”.



Il Surrealismo non fu solo uno stile quindi, un movimento artistico, quanto piuttosto un atteggiamento.
Era davvero 
un modo alternativo di essere e concepire il mondo. Un modo di pensare radicalmente nuovo che trasformò le esistenze dei loro membri.
È su questo concetto fondamentale che si sviluppano i molteplici temi della nuova mostra che il Mudec inaugura il 22 marzo a Milano “Dalí, Magritte, Man Ray e il Surrealismo. Capolavori dal Museo #BoijmansVanBeuningen.

Con oltre 180 opere tra dipinti, sculture, disegni, documenti e manufatti provenienti dalla collezione di uno dei più importanti musei dei Paesi Bassi, del museo Boijmans Van Beuningen, uno dei più importanti musei dei Paesi Bassi, lo spettatore esce soddisfatto e arricchito.
Il Museo Boijmans Van Beuningen possiede una collezione di arte surrealista unica e famosa in tutto il mondo, che annovera artisti come #SalvadorDalí, #MaxErnst, #RenéMagritte e #ManRay; il museo racconta un intero movimento artistico non solo esponendone le opere, ma anche approfondendo con focus verticali le tecniche, gli stili, i materiali, riflettendo così i metodi e le idee di lavoro dei surrealisti.
Oltre a dipinti, oggetti e opere su carta, la collezione comprende dunque numerosi libri rari, periodici e manifesti di importanti artisti e scrittori surrealisti. 
La scelta di curare una mostra per il Mudec ha portato a una selezione della collezione, con un asset particolare sull'interesse dei surrealisti per le culture non occidentali. La loro critica alla cultura e alla società occidentale li spinse infatti a cercare modelli alternativi. Questa ricerca li portò a venire a contatto con culture in cui gli artefatti apparivano dotati di una valenza magica e potevano esercitare una certa influenza sulla vita quotidiana. In un certo senso i Surrealisti speravano che anche le loro opere d'arte potessero avere un potere simile.

La scelta di curare una mostra per il Mudec ha portato Els Hoek, la curatrice del Museo olandese, a una selezione mirata della collezione con un focus particolare sull'interesse dei surrealisti per le culture native. La loro critica alla cultura e alla società occidentale industrializzata spinse infatti questi artisti a cercare modelli alternativi. 

Questa ricerca portò Breton e i suoi a studiare e collezionare gli oggetti etnografici, che entrarono a far parte dell’orizzonte concettuale del movimento. Alessandro Nigro, co-curatore della mostra, ha quindi sviluppato il fil rouge del percorso espositivo sul rapporto tra il surrealismo e le culture native, al quale è dedicata un’ampia sala in cui sono esposte opere della Collezione Permanente del Mudec provenienti da Americhe, Africa, Artico canadese e dalla Papua, in dialogo con artisti quali Tanguy, Masson, Carrington e Lam.

Ogni sezione è introdotta da una scultura chiave o un oggetto iconico, che parla al visitatore evocando il tema a cui la sezione stessa è dedicata. Inoltre si trova una citazione che racconta e ricorda al pubblico come il surrealismo fu anche manifesto filosofico, pensiero poetico, sguardo incantato su una realtà ‘altra’.

Le sezioni sono arricchite da un apparato multimediale che completa il quadro del racconto. Nelle sale verranno proiettati anche spezzoni di film d’epoca che hanno rivisitato la poetica surrealista contribuendo a formare nella società un nuovo modo di approcciarsi alla realtà. 

Da capolavori come Entr’acte (1924), cortometraggio di Rene Clair, a Spellbound di Alfred Hitchcock, del 1945.

Particolare attenzione viene data all’approfondimento delle tematiche fondamentali su cui si è focalizzata la ricerca surrealista – sogno e realtà, psiche, amore e desiderio, un nuovo modello di bellezza - e attraverso opere di surrealisti meno noti, pubblicazioni e documenti storici, fornisce al pubblico una visione a 360 gradi dell’universo surrealista. 
L'ampia selezione di capolavori presentati nella mostra racconta al visitatore quali fossero le principali premesse e motivazioni dei surrealisti: utilizzando oggetti trovati, tecniche automatiche o regole simili a giochi, gli artisti tentarono di escludere il razionale, nella speranza di creare uno shock poetico che avrebbe cambiato il mondo.
 
 

 


SEDE ESPOSITIVA: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56)
ORARI: Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30‐22.30
BIGLIETTI: Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00 Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917


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