38 TORINO FILM FEST_The Evening Hour di Braden King

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20 Novembre 2020

"Ritornerò nella casa che ho lasciato: vuota, spazzata e adorna"

Tratto dall’omonimo romanzo di Carter Sickels, e scritto da Elizabeth Palmore, che doveva avere le idee un pò confuse, The Evening Hourfunge dafilm di apertura di questa sommessa edizione del 38 Torino Film Festival che va, ahinoi solo in streaming, cara grazia, in tempi pandemici come questi. Certi film non sono belli di per sè, come la lentezza di King dimostra, la sciatteria degli ambienti e della provincia dimessa e triste come la storia ambientata negli Appalchi, ma aiutano ad aprire riflessioni e discussioni su tematiche attuali e su di un panorama fallimentare come quello della bassa provincia americana, costellata dell’uso e abuso di psicofarmaci e antidolorifici in USA. E’ bello vedere qualcuno che non si arrende, dice la barista al 34esimo minuto di un film che tende a far arrendere gli spettatori. Il protagonista infatti è scisso; se da un lato aiuta e soccorre malati in una casa di cura da cui è stimato, dall'altro è un pusher di antidolorifici. Vende roba tagliata con Crystal, Ox, Meth, lavora alla casa di cura, vive tra gli Appalachi in campagna e rivende ai drogati di zona. Sta con una drogata, ha un'amico d’infanzia Terry Rose che lo mette nei guai per zone di spaccio sovraccariche. "L’unico che pensa in grande da queste parti" - dice lei .. Figuriamoci gli altri! In realtà, la distruzione della natura, attorniata da esplosioni di mine che vediamo in uno sciatto contesto di distruzione paesaggistica e di bassa presenza di insediamento umano, va di pari passo con la distruzione di anime e personaggi nel film, ma non solo li. Ha anche una valenza documentaristica The evening hour perchè certifica come l'ostilità tra uomo e natura, porti inevitabilmente alla distruzione morale, fisica e spirtuale di colui che la provoca.

 

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