38 TORINO FILM FEST_The oak room di Cody Calahan

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24 Novembre 2020

Il potere del menestrello

Chi si ricorda le matriosche, meglio note come bambole nidificanti, quelle bambolette russe, contadinotte bionde con guanciotte rosse, in cui una più cicciona delle altre conteneva tutte le compagne più piccole in scala, madri e figlie, ideate dal mecenate e collezionista Savva Mamontov? Scritto da Peter Genoway, The oak room è un originale film canadese che riflette sul potere delle storie e di chi le racconta. Dal medioevo in poi e nei secoli il potere del menestrello (dal provenzale menestrals, "servo di casa") in età feudale, cioè l'artista di corte incaricato all'intrattenimento del castello (per i signori ed i cortigiani) è rinomato. Egli svolgeva mansioni di musicista, cantastorie, poeta o giullare per professione. Oggi i nostri menestrelli contemporanei sono i registi e, come tali, quando bravi, ti lasciano a bocca aperta. "Fatto a mano in Italia", dice il barista alzando il retro di una scarpa elegante che da lontano si nota è di stile e elegante fattura italiana e subito dopo segue la domanda: "Cosa sei un mafioso?" La tipica associazione italia mafia fa sorridere soprattutto vedendo un uomo elegante e di colore che forse in Italia non c’è nemmeno mai stato.
Inizia così questo bel film dotato di uno script strepitoso, concentrico, vorticoso e sempre buio.

Storie su storie dentro ad un bar. Il potere di una storia che porta ad un’altra e così all’infinito intrattenendo l’umanità, intrecciando i vissuti che, a volte, non ci appaiono tali. "Cazzone moralista di provincia, baciami il culo", dice il cosidetto mafioso afroamericano al barista, sovvertendo i ruoli e le gerarchie, i rapporti tra bene e male, buono e cattivo, colpevole e non. Non è tutto come sempre appare pare raccontarci il regista e non fidarsi delle apparenze é quindi meglio. Un pò cappuccetto rosso e il lupo, un pò questo film è il primo che vedo, a mia strenua memoria, che narra del potere che assume chi ti racconta una storia, vera o falsa che sia. La capacità di raccontare è una dote che ti fa stare appeso, proprio come un pesce all’amo, proprio come l'uomo capovolto nei tarocchi, proprio come un uomo che ha davanti a se nel letto una pornodiva nuda o un cocainomane con la montagnetta davanti di strisce pronte. Questo è il potere di chi racconta e sa narrare conducendoti in un altrove senza tempo o dimensione. E' anche un film sul karma e i ritorni, sui corsi e ricorsi Vichiani, quando il protagonista cattivo, dice illudendo tutti sulla sua estrema sensibiltà legata a un maialino: mi ricordo "that sinking feeling of childhood sadness! E come dimenticarla, aggiungeremo noi.
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