The father_The rats are leaving the ship ...

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13 Maggio 2021

The rats are leaving the ship ...

Siano forse "i topi che lasciano la nave", metafora per il cervello che abbandona il corpo? Oppure un riferimento netto ai nostri vecchi cari che, quando stanno invecchiando vengono spesso abbandonati e trascurati dai loro figli, non ponendo invece le cure che i genitori precedentemente hanno riposto con loro da piccoli?

Ecco sottile questa citazione del film, battuta di un eccelso Hopkins, che è Anthony sia nel film che nella vita, ottantaduenne pronto a confrontarsi con la morte, la malattia cerebrale, l'Alzheimer o la demenza senile, cade a fagiuolo per far riflettere su questa straordinaria pellicola che confonde realtà e apparenza, mescola le carte anche attraverso un montaggio eccelso che storpia i piani, sovrappone, rilascia, riavvolge e manda avanti proprio come i cervelli carenti di coloro che soffrono di queste malattie mentali devastanti; molti dei nostri anziani.
Sospettoso. Malfidente. Cattivo. A tratti crudele, di sicuro arrabbiato, da un momento all’altro, la tenerezza e fragilità commovente che trasuda dall'anziano Anthony si crepa per lasciare all'improvviso uscire un Hannibal Lecter sconcertante nella sua lucidità "assassina" veros la figlia o il genero che tende a non riconoscere.
Un ex-ingegnere che si spaccia per ballerino di tip tap a tratti fa sorridere l'audience, a tratti la molesta. Così come fa di continuo con sua figlia Anne, (la bravissima Olivia Colman) che, paziente, si occupa del padre in déshabillé emotivo, cellulare.
La classe, la naturalezza, la lucidità e la credbilità della recitazione di Hopkins raggiungono qui vertici spietati. Nella sua bravura, egli riesce a commuovere in diversi punti non solo lo spettatore, ma persino se stesso che, in quanto uomo, anziano e attore che confronta tutti e tre i se stessi con il vicino o prossimo decadimento diviene toccante e illuminante al tempo stesso. 
Poi non parliamo della storia del dramma teatrale, dell'opera scritta che qui, eccellente, diviene film. Un susseguirsi di capolavori che continuano in se stessi mutando forma come un blob. E continuando perennemente, indisturbatamente a stupire, far riflettere, commuovere. Come in questo caso.

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