'I tre moschettieri – D’Artagnan'. Quando l'unione fa la forza!

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02 Aprile 2023

Dalla 'cappa a spada' a temi odierni e attuali come tradimento e cameratismo, 'I tre moschettieri - D’Artagnan', distribuito in Italia da Notorious Pictures, è un capolavoro di ironia, eleganza e belle pagine di letteratura. Solo la Francia, con la sua 'Grandeur', riesce a creare 'Kolossal' di cultura, intrattenimento e bellezza visiva

Il capolavoro della letteratura francese, I tre moschettieri di Alexandre Dumas, torna in un nuovo, colossale adattamento cinematografico stupendo per eleganza e maestosità. I tre moschettieri – D’Artagnan, diretto da Martin Bourboulon, sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures a partire dal 6 aprile 2023.


'Avete imparato ad urlare, allora imparate a tacere, così verrete ascoltato' 

La recensione

Quando i francesi si mettono non ce n'è. Nè dal punto di vista letterario, con un Dumas sfolgorante in dialoghi e idee. E tantomeno nella realizzazione e messa in scena in una regia che scova e implementa facce dure e carsiche, ottimi attori, luoghi, interni, costumi in sfavillio.
L'eleganza pervade in tutto questo lavoro, che è prodotto con sapienza. 
La Francia ha un patrimonio eccezionale che viene sfruttato appieno nel film girato nell'Île-de-France, in Bretagna, nelle Hauts-de-France e in Normandia per la prima parte. In Borgogna, nel Grand Est e nella regione dell'Auvergne-Rhônes-Alpes per la seconda parte.


Girare in ambienti naturali e in luoghi molto suggestivi, come agli Invalides, nel cortile del Louvre, nella cattedrale di Meaux, nel castello di Chantilly, a Fontainebleau e Compiègne, anche se più complicato, ha contribuito al realismo del film.

Questa è una storia poi ricca di conflitti; siano essi emotivi, politici, personali, sociali. I numerosi blocchi ed ostacoli che si incontrano sono formidabili motori drammaturgici. Matthieu e Alexandre, gli sceneggiatori, nella loro scrittura, hanno conservato il meglio del romanzo, con aggiunte intelligenti, rendendo questo film vedibile solo al cinema e su grande schermo, anche come un potente film d'avventura. 
Il tutto conferisce la sensazione di una pellicola scorrevole, che non si arresta mai. A tutto questo si aggiunga la capacità seduttiva del regista, che lavora spesso di fuori campo, rendendo così più misterioso e forte quello che non si vede. Il non visto aggiunge così intensità e capacità immaginifica alle scene.

Dai film di cappa a spada, in voga negli anni '60 e '70, il genere è rimasto li e non si è più di tanto rinnovato. L'attualità di questo avventuroso film, oltre all'excursus storico, narrativo e letterario, dominato dalla scrittura eccelsa di Dumas, si avvale di temi odierni e attuali come quello del tradimento e, il suo opposto, la forza del cameratismo.

Una musica un pò barocca e a volte immersiva, una fotografia mirata, ma non sempre nitida, rendono nel complesso le due ore su Dumas uno spettacolo credibile.

Il trailer

https://www.youtube.com/watch?v=-2kiYIXMRM0&embeds_euri=https%3A%2F%2Fwww.manzopiccirillo.com%2F&embeds_origin=https%3A%2F%2Fwww.manzopiccirillo.com&feature=emb_imp_woyt

Un cast eccelso 

'Colpevole' di una grande capacità visionaria è Elodie Demey, la casting director che, scegliendo volti antichi e perfetti per la collocazione storica, dona al film il 70 per cento della sua riuscita.

Eva GreenVincent Cassel e Louis Garrel sono protagonisti del primo dei due lungometraggi che completeranno il racconto, entrambi diretti da Martin Bourboulon (EiffelPapa ou Maman Papa ou Maman 2), I tre moschettieri – D’Artagnan.
Eva Green si cala nei panni di Milady de Winter, Vincent Cassel ben interpreta il ruolo di Athos e Louis Garrel diviene Re Luigi XIII. Nei panni dell’iconico protagonista, François Civil (Wolf Call), affiancato da Romain Duris nei panni di Aramis e Pio Marmaï in quelli di Porthos.  
Il perfetto viso nobile e ormai già abituato alla regalità, con Il corsetto dell'imperatrice, (li imperatrice d'Austria e regina d'Ungheria Elisabeth di Baviera) fa qui di Vicky Krieps, la regina consorte Anna d’Austria.  


'I tre moschettieri - D’Artagnan', la sinossi


D'Artagnan, giovane e vivace guascone, viene dato per morto, dopo aver cercato di salvare una ragazza da un rapimento. Quando arriva a Parigi, cerca in tutti i modi di scovare gli aggressori. Non sa però che la ricerca lo condurrà nel cuore di una vera guerra che mette in gioco il futuro della Francia. Alleandosi con Athos, Porthos e Aramis, tre Moschettieri del Re, D'Artagnan affronterà le macchinazioni del Cardinale Richelieu. Innamorandosi di Constance, la confidente della Regina, si metterà in serio pericolo guadagnandosi l'inimicizia di colei che diventerà il suo peggior nemico: Milady.

La co-produzione

Prodotto da Dimitri Rassam con le case di produzione Chapter 2 e Pathe Films. Il film è una coproduzione con M6 FILMS, CONSTANTIN FILMS, PRODUKTION ZDF, DEAPLANETA e UMEDIA.
La sorprendente e curatissima fotografia di Nicolas Bolduc è coadiuvata dalle splendide scenografie e mise-en-scène di Stéphane Taillasson. Viene poi abitata dagli sfarzosi costumi di Thierry Delettre. Il tutto viene infarcito dalle musiche piene e sontuose di Guillaume Roussel 
Ottimi attori in cui uno su tutti Vahid Mobasseri, il protagonista sembra un sorta di Mister Bean iraniano. Se non fosse che non c’è nulla da ridere. La sua faccia davanti al terrore dei soprusi è da icona. Negli interrogatori dell’intelligencetrema, gli balla il labbro, muove le mani in modo meraviglioso, nell’incontenibile e insostenibile tentativo di difesa del sè. Già solo il protagonista vale tutto il film e lo spettatore è da subito con lui, con le sue fragilità e lecite paure di un governo assassino.

Tra gli altri bravi attori: Fahime Jahani, Shahin Kazemnejad, Narjes Delaram

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